Il Racconto Filmico

Noi umani amiamo raccontarci storie. Lo facciamo da sempre e lo facciamo continuamente. La nostra specie ha sviluppato questa capacità di comunicare e trasmettere esperienze e saperi tra le generazioni e grazie a ciò abbiamo accelerato l’evoluzione della specie.
Conserviamo i nostri ricordi personali, le leggente dei popoli e i miti collettivi. Queste storie sono state tramandate prima oralmente, poi con l’avvento delle scritture sono state trascritte e si sono ulteriormente moltiplicate. I grandi Re della Mesopotamia e i Faraoni d’Egitto facevano incidere e dipingere le loro leggende sulla pietra e sulle pareti dei loro edifici. Antichi insegnamenti religiosi, regole, leggi e precetti vennero tramandate oralmente per millenni prima d’essere redatte in forma scritta in quelle opere che conosciamo come Sacre Scritture. Per migliaia di anni umanità si è nutrita di quelle scritture, fino a che, dalla metà del XV Secolo, con l’invenzione della Stampa a Caratteri Mobili avvenne quella che è stata definita “la Rivoluzione gutenberghiana”. Non è un caso se Johannes Gutenberg iniziò la sua impresa stampando la Bibbia. La Stampa fornì una tecnica moderna alla diffusione del sapere, alla voglia di conoscere e al piacere di raccontare e di leggere storie.
Con l’invenzione delle tecniche fotografiche, a partire dalla prima metà dell’Ottocento, si perfezionarono metodi e materiali per catturare le immagini prodotte dalla camera oscura. Parallelamente, negli stessi anni si andavano sperimentando tecniche e congegni per simulare il movimento naturale, dapprima mediante l’uso dei disegni, poi sperimentando tecniche fotografiche, sino alla comparsa, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, di materiali fotosensibili su pellicola in rotolo, che stimolarono gli inventori di molti paesi alla realizzazione di macchine capaci di scattare senza soluzione di continuità 16 fotogrammi al secondo, un numero sufficiente affinché si produca l’impressione del movimento naturale.

Già primi artefici del cinematografo attinsero a piene mani i loro soggetti dalle sacre scritture, dal teatro e dalla letteratura. Il nuovissimo linguaggio del cinema era giunto alla ribalta proprio al momento giusto. Nelle città del mondo occidentale, in Europa come in America, grandi masse di pubblico, spesso con un basso livello di alfabetizzazione, potevano accedere ad una forma di spettacolo d’intrattenimento a basso costo. Allo stesso tempo, la politica – in un modo e nell’atro – si avviava a trarre vantaggio da questa nuova forma di comunicazione. Nel giro di pochi decenni il cinematografo diventerà il più potente strumento di propaganda a disposizione dei governi e in generale delle moderne società industriali.
Tuttavia, il cinematografo, prima ancora di cambiare pelle e diventare “Cinema”, manifestò da subito la sua vocazione per il raccontare storie, sviluppando rapidamente un nuovo e sorprendente linguaggio narrativo. I pionieri della nuova tecnica lasciarono presto il passo ad “autori” capaci di raccontare compiutamente mediante un linguaggio fatto essenzialmente di immagini. In breve tempo si andarono a costituire i generi classici del cinema: storico, comico, drammatico, avventuroso, poliziesco, western. In questo il cinema non si discosta da altre forme narrative. 

    • Storia, racconto, narrazione, sono i termini che abbiamo incontrato e che usiamo generalmente e talvolta genericamente, senza la necessaria precisione. La “narratologia” ci insegna che il RACCONTO consiste di due significazioni differenti: da una parte abbiamo il racconto della STORIA quale successione di fatti, presenza di personaggi, in riferimento ad ambientazioni, contesti di vario genere d’interesse per la comprensione dei fatti; dall’altra abbiamo il DISCORSO narrativo della storia: il tessuto poetico, culturale, politico (che gli autori conferiscono con la loro lettura dei fatti narrati); e la caratterizzazione psicologica dei personaggi coinvolti nella storia. 
    • Struttura del Racconto secondo Algirdas Julien Greimas:

MODELLO ATTANZIALE

      • Destinatore ———————————————————-Destinatario
                                Soggetto —————— Oggetto (valore)
      • Adiuvante  ————————————————————Opponente

NARRAZIONE e RAPPRESENTAZIONE

Il NARRATORE, la voce narrante (extra-diegetica) che ci accompagna nello sviluppo della STORIA, è una sorta di entità, fondamentale per la costruzione del RACCONTO. È il narratore a costruire il DISCORSO, ad ordinare la storia, a determinarne il registro, l’impronta, il tono (si pensi ad esempio Viale del tramonto di Billy Wilder). 

Nel racconto cinematografico, la parte preponderante del processo narrativo è assunta dagli attori, in altri termini, avviene una RAPPRESENTAZIONE. Ma, diversamente da quella teatrale, nel cinema una funzione narrativa essenziale è svolta dal MONTAGGIO.

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