il_linguaggio

In questa sezione parleremo del linguaggio del cinema, nei suoi molteplici aspetti. Per farlo mi servirò di due guide d’eccezione: Georges Sadoul, storico e critico del cinema e Pier Paolo Pasolini, che già poeta e letterato ricercatore e innovatore di linguaggi, si avvicinò al cinema, prima come sceneggiatore (con Fellini) e poi come autore in proprio.
Nel testo si troveranno terminologie il cui significato è chiarito nella pagina GLOSSARIO.


Il cinema può essere considerato e trattato come un linguaggio, ma non è una lingua. Non abbiamo un vocabolario dal quale prendere le parole che ci servono. Non abbiamo una grammatica e una sintassi che ci indichi – e imponga – delle regole, che possiamo seguire o ignorare, trasgredire, stravolgere, come farebbe uno scrittore, un poeta, un drammaturgo. E’ pur vero che il cinema integra aspetti linguistici, sia nei dialoghi (componente diegetica) che negli elementi testuali che compaiono (a partire dai titoli di testa e di coda), da didascalie o testi del tipo “dopo alcuni giorni…” o “Due mesi prima”, che ci aiutano a comprendere la storia narrata (componenti extradiegetiche). Possiamo anche avere una voce “fuori campo”, esterna o interna alla narrazione (componente eterodiegetica o omodiegetica).


Quando vediamo un film, siamo così presi nel seguire la storia – magari si tratta di Mad Max Fury of road -, che non molto faccaimo caso al susseguirsi dei cambi di inquadratura, ai movimenti della macchina da presa, ai tagli e alle dissolvenze. Quasi mai ci accorgiamo della posizione delle luci di scena, poiché solo alcuni si accorgono delle ombre proiettate dagli oggetti in scena e dagli attori.
Tutto quello che contribuisce a dare continuità alla narrazione del film, scaturisce da una serie di operazioni perfettamente pianificate che sono finalizzate nel montaggio. Infatti, in questa fase conclusiva, le inquadrature – scelte tra tra i vari “ciak” girati – sono tagliate e montate a formare le scene di cui si compone ogni sequenza del film.
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Inquadrature  ———–> scene  ————-> sequenze  ———— = FILM


Ogni film è costituito da un cero numero di sequenze, divise in pù scene, ognuna caratterizzata da unità di spazio e di tempo (una scena è girata nello stesso luogo e si svolge in una certa quantità di tempo; es.: la Scena della scalinata nella Corazzata Potemkin di S.M. Ėjzenštejn). Ogni scena, a sua volta comporta più inquadrature. Queste possono anche essere centinaia nel caso di una scena molto complessa ed elaborata.
La sequenza, invece, rappresenta una parte della storia con una sua autonomia narrativa, costituita, eventualmente, anche da un elevato numero di inquadrature, ma senza unità spazio-temporale. Erroneamente si definisce “piano-sequenza” una inquadratura molto lunga con minimi movimenti della mdp (generalmente molto lenti e descrittivi), in cui entrano ed escono i personaggi. Essendo una inquadratura con unità di spazio-tempo, non si tratterebbe di una sequenza ma di un piano-scena.


Il film di Alfred Hitchcock Nodo alla gola (1948) è famoso anche perché costituito da una sequenza realizzata montando, mediante stacchi invisibili, 11 piani-sequenza (la cui lunghezza era limitata dalla quantità di pellicola contenuta da una bobina). Il film si svolge interamente in un appartamento e racconta di un omcidio e del suo smascheramento. Il tutto si svolge nell’arco temporale di una serata.
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In Omicidio in diretta una pellicola di Brian de Palma (1998)  c’è un piano sequenza della durata di oltre 10 minuti. La mdp segue quasi con leggerezza il protagonista (interpretato da Nicolas Cage) in tutti i suoi spostamenti con andamento da commedia brillante, sino al momento topico dell’assassinio, quando al contrario, il montaggio diviene molto serrato, con una serie continua di brevi inquadrature che fanno crescere la tensione.
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La specificità del cinema – ciò che lo differenziò sin dal principio dalla fotografia – è la capacità peculiare di poter riprendere in modo continuo  gesti e spostamenti dei soggetti nello spazio, anche quando la mdp è fissa e l’inquadratura è statica. Ma la mdp è in grado di riprendere i suoi stessi spostamenti nello spazio, sia quando il soggetto è statico (come un paesaggio), sia quando il soggetto è in movimento. Sinteticamente, i movimenti di macchina (mdm) sono:
La panoramica (PAN). La mdp ruota restando fissa sul proprio asse. Il movimento della macchina può essere orizzontale o verticale (TILT). Si tratta degli stessi movimenti che compiamo ruotando la testa per guardare intorno a noi (stando fermi); oppure sollevando o abbassando la stesta per guardare in alto o in basso. Infatti, questi movimenti sono spesso associati a riprese che mostrano quello che il soggetta sta osservando (riprese dette  in soggettiva o semplicemente soggettive).
La carrellata (o carrello), si ottiene quando la mdp, collocata su un qualunque veicolo, si posta in qualche direzione: in avanti, all’indietro, intorno o parallelamente a un soggetto. Immaginate di essere in un’automobile in marcia e di guardare avanti, o dietro, o su uno dei lati della vettura, o di girare intorno a qualcosa.
Nel cinema si utilizzano sofisticati carrelli con ruote di gomma (in questo video, demo di carrelli di produzione italiana) che possono essere spostati anche su rotaie e spesso sono dotati anche di una gru in grado di muovere in verticale la mdp e l’operatore seduto su uno sgabello.
Il carrello è in avanti quando si avvicina ad un soggetto statico; all’indientro quando se ne allontana.
Se il soggetto è in movimento, abbiamo un carrello a precedere quando si muove a ritroso mantenendo costante la distanza, col soggetto che avanza, visto di faccia. Abbiamo un carrello a seguire, quando segue il soggetto visto di spalle, sempre mantenendo costante la distanza della mdp. Abbiamo un carrello trasversale, quando segue il soggetto muovendosi parallelamente ad esso, con distanza costante (accompagnamento), o allontanandosene con un movimento in diagonale. Abbiamo un carrello verticale quando la mdp corre verticalmente  al soggetto, che sia esso statico o dinamico. In questo caso si utilizza una gru (crane).

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