I Piani Sequenza

Consideriamo l’alternativa più raffinata al montaggio, il cosiddetto piano sequenza, per valutare la differenza tra una scena frammentata in una serie di inquadrature e una ripresa mediante una serie di movimenti della macchina (dolly, carrelli, pan, zoom, ecc.).

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Nella giustamente celebre scena iniziale del film di Orson Welles L’infernale Quinlan (Touch ov Evil) del 1958, non è solo una trovata del geniale regista, risponde alla necessità sua volontà di attirare lo spettatore in una spirale inquietante e claustrofobica, cosa che – a suo dire – non è possibile montando piani e campi.
Molto spesso ci troviamo di fronte ad esigenze produttive che rendono il montaggio non solo sostanziale nello svolgimento drammatico, ma soprattutto un modo per risolvere problemi di organizzazione. Il piano sequenza rappresenta un virtuosismo difficile da gestire. Un esempio quasi limite è presente nel film di Brian De Palma Omicidio in diretta, del 1998, in cui il piano sequenza girato all’interno di un impianto sportivo prima e durante un incontro di box, dura oltre 10 minuti e comprende diverse situazioni e ambientazioni.

Omicidio_in_diretta


Persino nei piani sequenza, specie in quelli più estremi, si devono porre in essere dei piccoli trucchi di montaggio. Ad esempio in Nodo alla gola di Alfred Hitchcock, un film leggendario perché costituito e costruito da un unico piano sequenza, il director deve attuare alcuni stratagemmi per camuffare i tagli necessari per il cambio della bobina di pellicola, ogni undici minuti di ripresa.

Nodo-alla-gola-Rope-USA-1948-Alfred-Hitchcock-locandina-586x439


Il piano sequenza non è un lungo movimento di macchina, come una panoramica o una carrellata, ne tantomeno un campo lungo più o meno statico. Si tratta di una vera e propria sequenza di inquadrature prodotte con la MdP posta su un carrello o una gru, o  o con altri sistemi capaci di produrre  movimenti anche molto complessi in modo seguire l’azione da vari punti di vista, eseguendo inquadrature diverse.


In effetti, un piano sequenza si rende necessario quando si vuole mostrare in tempo reale la continuità spazio temporale di una o più azioni di uno o più personaggi. A volte può rappresentare un modo semplice e pratico per risolvere una scena senza dover posizionare più punti macchina o quando non è necessario sottolineare qualcosa con stacchi ed attacchi sul movimento. Un buon esempio lo abbiamo in un film di De Palma, Gli intoccabili, del 1987, in una scena con Kevin Costner e Patricia Clarkson (il protagonista e la moglie) che si svolge tra la cucina e un ambiente adiacente.

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